Arte Itinerari Cilento - l'antica Poseidonia - Paestum (SA)
Itinerari Cilento - l'antica Poseidonia - Paestum (SA) PDF Print E-mail
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Dall'VIII secolo a.C. il sud dell'Italia fu oggetto della colonizzazione greca, nel territorio della Campania furono edificate quattro importanti città: Cuma, fondata intorno al 770 a.C, Dicearchia (Pozzuoli), edificata da un gruppo di coloni giunti da Samo nel 531 a.C., Poseidonia, fondata dai coloni greci che si erano stabiliti a Sibari nel 600 a.C. e infine Elea, Velia, fondata da esuli focei nel 540 a.C.Poseidonia quindi venne fondata dai coloni greci che si erano stabiliti a Sibari nel VI secolo a.C., il suo nome discende dalla divinità greca Poseidon, dio del mare, e furono costruiti maestosi templi in onore di Hera, divinità della terra e della fertilità.
Emerge innanzitutto la tecnica urbanistica con cui i greci costruirono Poseidonia, una parte centrale, orientata in modo parallelo alla costa, venne dedicata alla costruzione dei maestosi templi, all'agorà ovvero la piazza principale della città e agli spazi di uso pubblico, altre due zone poste a ridosso di quella centrale ospitavano le abitazioni e le botteghe degli artigiani, tutta la città era cinta da imponenti mura le cui tracce sono ancora ben conservate. Alla metà del VI secolo a.C. la città conobbe una vera e propria espansione urbana e fu costruito il maestoso tempio di Hera, Heraion I, alla fine del VI secolo venne costruito il tempio di Athena, conosciuto come tempio di Cerere. Solo nella metà del V secolo a.C., vicino al tempio di Hera, venne edificato il l'Heraion II, conosciuto come il tempio di Nettuno. A fronte di tanti reperti, strutture urbane e templi che dopo 25 secoli si presentano in buono stato di conservazione agli occhi di visitatori e studiosi colpisce il fatto che le fonti letterarie sulla antica Poseidonia sono praticamente assenti; non è possibile quindi tracciare una sorta di storia politica o economica della città se non legandola agli eventi storici che hanno caratterizzato le vicende di questa parte della Campania.
Come avvenne in tutta la regione nel V secolo a.C. i Sanniti attraverso diverse etnie, come quella dei Lucani nelle nostre zone, si impadronirono della Campania; non è nota con precisione la data della conquista di Poseidonia da parte dei Lucani, gli unici elementi emergono dagli scavi archeologici e dalle usanze funerarie che subirono una mutazione intorno al 400 a.C. Fu in questo stesso periodo, durante l'egemonia dei Lucani, che la città conobbe il suo periodo di massimo splendore, l'espansione demografica e lo sviluppo dell'artigianato sono gli indicatori eloquenti di un periodo di benessere che si interromperà nel 335 a.C. con l'invasione e la conquista di Alessandro I d'Epiro. Il re proveniente da questa regione montuosa della Grecia venne in Italia per aiutare Taranto che non riusciva a sostenere il conflitto con i Lucani, dovette scontrarsi anche con le etnie dei Bruzi dei Iapigi e contro gli stessi Sanniti; dopo aver conquistato le città di Brentesion, Siponto, Heraclea, Cosentia e Poseidonia fu ucciso in battaglia nel 331 a.C. nei pressi di Cosenza. Anche la presenza di Roma, la nuova potenza che dalla fine del IV secolo a.C. farà sentire la sua egemonia, non è ben documentata; di certo è noto che Pirro, il re d'Epiro tra i maggiori antagonisti di Roma, nella sua campagna militare nel sud dell'Italia trovò Poseidonia schierata dalla parte dei romani.
Le uniche tracce storiche di questo periodo risalgono al 273 a.C. e indicano la colonia latina di Paestum, non sono note anche in questo caso gli eventi e le modalità che portarono alla sua costituzione. Il periodo dell'egemonia di Roma ha visto Paestum come una colonia dotata di una discreta autonomia, i romani stessi contribuirono al restauro dei templi di Hera e Athena; i numerosi ritrovamenti di monete con il conio locale testimoniano che per circa tre secoli, fino al tempo dell'imperatore Tiberio, Paestum aveva una ampia autonomia amministrativa. Nell'età imperiale romana, nonostante i numerosi interventi di miglioramento urbano, Paestum conosce un lento ed inarrestabile declino, dopo la costruzione della via Popilia nel I secolo a.C. i traffici si erano spostati all'interno e l'antica città della Magna Grecia venne tagliata fuori dai grandi traffici diventando sempre di più un centro minore della provincia. A partire dal III secolo d.C. il centro abitato cominciò lentamente ad essere abbandonato, la parte più a sud di Paestum fu invasa dalle paludi e della meravigliosa città non rimaneva che un piccolo aglomerato urbano nei pressi del tempio di Athena. Dopo l'VIII secolo d.C. Paestum venne definitivamente abbandonata all'incuria della vegetazione e al dilagare delle paludi, per circa 10 secoli il ricordo dell'antica Poseidonia cade nell'oblio fino al '700 quando le menti illuminate di artisti viaggiatori europei riscoprono la maestosità dei Templi riaccendendo nuovamente il ricordo e le ricerche sulle origini della città scomparsa.

Scavi di Paestum, Via Magna Grecia - Orari di apertura:

settembre – aprile: 9.00/17.00; maggio – agosto: 9.00/19.30 Ingresso: euro 4.00 (scavi + museo 6,50)

Museo Archeologico di Paestum, via Magna Grecia - Orari di apertura:

9.00 – 19.00 (chiuso 1° e 3° lunedì del mese)Ingresso: euro 4.00 (scavi + museo 6,50)

Visita la galleria fotografica degli scavi archeologici di Paestum nella sezione Photo Gallery (foto Paolo Tucci Associazione l'Astronave a pedali)


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