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Il sistema viario nell’area dei Monti Alburni in età antica e medioevale PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Thursday, 03 June 2010 08:48
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L’istituzione del “ Corso publico “, oggi chiamato “ le Poste “, fu dall’imp.Adriano fatta, ma ad Augusto se ne debba l’onore, sebene ampliato e regolato in miglior forma da Trajano, acciò si potessero speditamente  e regolarmente sapere dell’imperadore le notizie del vasto Impero Romano e andar e venire prontamente l’Uffiziali Cesarei giacché allora era la Posta solamente per gli Ministri ed Uomini dell’Imp. E non per le Persone private, e mantenuta a spese del Fisco co’ Cavalli, Calessi e Carrette.

Ma essendo questo lodevole Istituto col tempo sotto i cattivi Imp. degenerato in un intollerabile aggravio delle Provincie, e de’ sudditi, tale aggravio co’ savi regolamenti fu dall’imp. Antonino Pio scemato (…) donde ebbero origine l’Angarìe e Parangarìe. L’imp. L. Settimio Severo fu quello che sollevò da tal peso i sudditi facendo che il Fisco a sue spese mantenesse le Poste e né più i particulari fussero obbligati a somministrare senza paga li cavalli e le vetture.Gli biglietti che si davano a chi si serviva del “Corso publico” o sia delle Poste chiamati erano “ Duplomati”, “Fractorie”,”Combinae” et “Evectiones”(…) Il card. Di Gran Vela nostro viceré, oltre all’uso de’ Corrieri per lo portare delle lettere, introdusse nell’anno 1580 quello de’ Procacci per lo trasporto delle robe per le nostre Provincie, uno de’ quali Procacci molti anni passò per questo nostro ramo di via Appia per questa Valle; nel Regno vi è l’Offizio del Corriere Maggiore, o sia Maestro delle Poste, a cui sono sottoposti i Corrieri e Procacci, con gli osti de’ luoghi dove le Poste si cambiano da otto in otto miglia.


Questa mutazione di Procaccio per la nostra Valle, sebene a bella prima sembri esserci stata dannosa per non riceversi lettere anticipatamente e di non potersi mandare delle robe, ad ogni modo l’utile che se n’è ricavato è stato assai maggiore, perché siamo stati esentati dal grave incommodo del passaggio delle Milizie, frequente in que’ tempi, e che ne’ Paesi convicini alloggiare si doveano e da ciò ebbero la loro origine le “Camere riservate” ad alcuni Baroni concedute con particulare privilegio, cioè alcune loro Terre che dall’alloggio di tali milizie erano esenti(…) Un ponte chiamato di Santo Nicandro, nel feudo di Sicignano, passava poi per lo Postiglione, indi verso il nostro fiume Calore per lo Controne per sotto la Castelluccia, per lo Casale di San Pietro di Aquaro, per Fasanella, e Corneto, indi nella Valle di Diana, cioè in Marcelliana, e di là per varij luoghi sino a Reggio di Calabria(…) Per questa stessa via passava un tempo il Regio Procaccio, o sia la Posta, essendovisi a tal’effetto fabbricate da passo in passo l’osterie per comodo de’ passeggieri.Nell’anno 915 in tempo di Pesto destrutta anche colà vi era il corso pubblico e l’uso de’ Corrieri per lo trasporto delle lettere da un luogo all’altro, a qual effetto sul fiume Calore vicino la Castelluccia fecero quel bellissimo ponte, il cui arco è laterizio, come dalla iscrizione in caratteri siriaci nella chiave del medesimo è “Transitus Pestanorum”. Per questo stesso ponte un altro Procaccio passava venendo dalla Valle di Novi; passava per sotto Magliano per lo Ponte che colà è sul Calore, indi vicino Felitto verso borea ove si dice il “Carrozzo”, poi sotto il Castello di San Lorenzo per lo territorio di Rocca dell’Aspro, ove ancora esiste l’Osteria ne’ Molini di detta Terra, detti dell’Ischa, passava detto Ponte pestano, per Albanella e per Salerno”.

Lucido Di Stefano, Della Valle di Fasanella nella Lucania, libro 1°, 1781.




Last Updated on Friday, 06 August 2010 10:53