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Il Culto della Sibilla PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Wednesday, 07 February 2007 22:49
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Image Così la neve al sol si disgilla; così al vento nelle foglie lievi si perdea la sentenza della Sibilla
(Dante Alighieri, Paradiso XXXIII, 64-66)
Nella cultura Greca l'arte divinatoria veniva considerata come la somma di due componenti, una divina che si estrinsecava attraverso l'ispirazione proveniente dalla divinità, e una componente umana o scientifica che si basava sull'interpretazione di particolari segni e fenomeni naturali. La mitologia greca narra che la Sibilla nasce nell'antro di Delfi dall'incontro fra Dioniso e Apollo, altri studi storici imputano il culto della Sibilla a Cassandra e Manto, vi è anche traccia di antichi riti orientali che richiamano comunque le arti divinatorie e possono essere ricondotte all'iconografia classica della figura della Sibilla.

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Diversi paesi o città hanno rivendicato nella storia la nascita o la presenza della Sibilla, i primi scritti che parlano di essa fanno riferimento ad Eraclito da Efeso tra il VI ed il V secolo a.c. e nelle ricerche di Eraclide Pontico che già identificava la Sibilla Ellespontina, la Sibilla Eritrea e la Sibilla Delfica; a queste si aggiungono dall'antichità della cultura greca e romana la Sibilla Persiana, citata da Nicarone nell'incontro con Alessandro Magno, la Sibilla Libica citata da Euripide, la Sibilla Cimmeria citata da Nevio, la Sibilla Samia citata da Eratostene, la Sibilla Cumana anche detta Amaltea o Erofile o Demofile, la Sibilla Frigia e la Sibilla Tiburtina anche detta Albunea. Questo elenco di dieci sibille è stato ereditato dalla cultura classica e non è mai esistita una catalogazione certa delle Sibille.
Ovidio nel XIV capitolo della Metamorfosi ci descrive la Sibilla Cumana come una donna bellissima ed affascinante, addirittura il dio Apollo si era invaghito di lei al punto di offrirle quello che lei avesse desiderato pur di starle a fianco; la Sibilla di Cuma alle pressanti richieste del dio Apollo rispose prendendo una manciata di sabbia da terra chiedendo di poter vivere tanti anni quanti fossero i granelli di sabbia presi nella sua mano. Il racconto ci narra anche che ella dimenticò di chiedere ad Apollo il dono della giovinezza per tutti gli anni di vita richiesti. Quasi sempre le figure delle sibille possono confondersi l'una con l'altra e sarebbe possibile sovrapporre o sintetizzare in un unico modello le varie icone che troviamo nella mitologia popolare dall'Asia al Mediterraneo; senza dubbi si può affermare che là dove fosse presente un forte radicamento del culto di Apollo vi era anche la presenza del culto oracolare e quindi della Sibilla. Delfi, le coste del Nord Africa, più precisamente la Libia e Cuma erano conosciuti come tre importanti luoghi del culto oracolare che si sviluppò a seguito delle migrazioni che dall'Asia interessarono il continentente europeo.

Gli oracoli delle Sibille, i cosiddetti libri Sibillini, vennero conservati per secoli nel Campidoglio a Roma al tempo del re Tarquinio Prisco, il periodo storico era quello Etrusco e dal VI al I secolo a.C. questa raccolta di oracoli fu custodita gelosamente da un collegio di sacerdoti, i duumviri sacris faciundis.

Agli inizi del I secolo a.C. un incendio distrusse il Campidoglio e tutti i libri che contenevano le profezie sibilline, purtroppo andarono irrimediabilmente distrutti tutti i testi Etruschi sugli oracoli della Sibilla.


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Last Updated on Friday, 06 August 2010 11:18