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Publio Papinio Stazio, poeta latino PDF Print E-mail
Written by Administrator   
Tuesday, 13 May 2008 11:46
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ImageNacque a Napoli nel 40 d.C. e grazie ai molti documenti che ne attestano l'attività culturale di recitazione e scrittura Publio Papinio Stazio si può definire a tutti gli effetti poeta che riscosse il favore del pubblico e dei potenti patrizi romani.
Suo padre fu maestro di retorica, e dopo un periodo di studi e formazione culturale il poeta lascia Napoli e si trasferisce Roma. Stazio, di giovane età e con grosse capacità conquista subito l'ammirazione ed il consenso dei nobili romani che subito divengono i suoi principali committenti dando l'opportunità al poeta latino di scivere il famoso poema epico "la Tebaide" e una parte delle "Silvae". "La Tebaide", pubblicata solo nel 92 d.C. qualche anno prima della morte del poeta, narra della lotta fra Eteocle e Polinice, fratelli eredi al trono di Tebe e successori di Edipo; il poema composto in dodici libri da agli studiosi la possibilità di comprendere la profonda preparazione culturale del poeta che ha un'ottima conoscenza delle opere della tragedia greca, il suo stile narrativo è quello tipico dell'epoca, Ovidio e Seneca hanno di sicuro influenzato il poeta.  A Roma il Stazio sposa Claudia, musicista e conduce una vita molto impegnata nella stesura di componimenti lirici per i nobili patrizi romani; ad un certo punto il rapporto con la città di Roma si incrina ed il poeta decide di fare ritorno a Napoli.
Image Nella sua città natale Stazio prosegue la sua produzione letteraria, del resto nel I secolo dopo Cristo la Campania era la terra in cui i nobili e ricchi romani trascorrevano spesso e volentieri lunghi periodi di villeggiatura nelle lussuose residenze di cui ancora oggi vi è traccia; per questo motivo di certo gli impegni non mancavano all'illustre poeta. Nella città partenopea completò le "Silvae" una vera e propria raccolta di materiale vario, scritti commisionati dai patrizi romani e riorganizzati dal poeta per argomenti: gli epicedi, commemorazioni funerarie dedicate a persone o anche ad animali, gli epitalami che erano dei componimenti per l'occasione delle nozze, gli encomi redatti per celebrare persone illustri, le genetliaci composte per celebrare le nascite. Compose "l'Agave" una pantomima, rappresentazione teatrale di attori mimi accompagnati da musica e danza, che ebbe un grande successo e il "De Bello Germanico" dedicato alle imprese militari di Domiziano di cui non vi è più traccia. Il poeta latino morì a Napoli nel 96 d.C. e venne ricordato nella Divina Commedia di Dante nel XXI canto del purgatorio; il sommo poeta toscano lo confonde con Lucio Stazio Ursulo retore vissuto ai tempi dell'imperatore Nerone e nato a Tolosa.

Dante Alighieri era convinto che Stazio, da vero discepolo di Virgilio, si fosse convertito al cristianesimo e nelle Silvae in effetti vi sono alcuni cenni autobiografici dell'autore latino che lascerebbero pensare a questo. Di certo lo stupendo poema "la Tebaide" è stata per secoli una importante fonte di ispirazione per poeti e scrittori che si volevano avvicinare allo stile epico e allegorico.

Leggi le opere di Publio Papinio Stazio

Last Updated on Tuesday, 05 July 2011 19:46