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La Grotta di Spartaco - Castelcivita - Salerno |
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Sunday, 25 February 2007 22:46 |
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 | In uno degli anfratti naturali sotto l'abitato di Castelcivita, in prossimità del fiume Calore, vi è la grotta di Spartaco nel suggestivo e più ampio scenario delle famose Grotte di Castelcivita. La leggenda narra che nel 71 a.C. Spartaco, lo schiavo ribellatosi al potere di Roma, in fuga dal costone occidentale dei Monti Alburni trovò rifugio in una grotta sul fiume Calore. Purtroppo della rivolta di Spartaco conosciamo molto poco perché le principali fonti che ne parlano il IV libro delle Historiae di Sallustio e i libri XCV-XCVII di Livio sono andati perduti. Gli unici testi che ne parlano evidenziando peraltro alcune contraddizioni, sono la descrizione della vita di Crasso e Pompeo, le Guerre civili di Appiano, gli Excerpta Liviani di Floro, di Eutropio e di Orosio. |
Le uniche tracce rimaste indelebili nella memoria storica e che sono sopravvissute al tentativo malriuscito dell'impero romano di tacere o fornire versioni di parte dei fatti, sono i luoghi che hanno coinvolto Spartaco e la rivolta degli Schiavi. Sebbene prima del 70 a.C. vi fossero già state, soprattutto in Sicilia, rivolte di schiavi quella di Spartaco fu la più pericolosa sotto il punto di vista numerico e per le conseguenze stesse che portò negli equilibri di potere dell'impero romano. Un pastore proveniente dalla Tracia e che costretto dalla povertà prima si arruolò e poi disertò dall'esercito romano, ridotto in schiavitù venne addestrato come gladiatore ma fuggì nuovamente e definitivamente alla testa di un centinaio di gladiatori che lo seguirono dando il via alla rivolta degli schiavi; questo fu Spartaco l'inteliggente condottiero dalle doti umane e dalla prestanza fisica che tenne in scacco per diversi anni l'impero romano.
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| Come detto Spartaco nel 73 a.C. riuscì a fuggire con circa 200 gladiatori rifugiandosi presso il Vesuvio, sconfisse i pretori Caio Clodio e Publio Vatinio, addirittura al pretore Publio Varinio ed ai suoi luogotenenti sottrasse armi, cavalli e i simboli dell'esercito. Man mano che in Campania si diffondevano le notizie della rivolta, schiavi, contadini, pastori e poveri dei territori limitrofi si unirono a Spartaco ed ai suoi ribelli. Agli inizi del 72 a.C. Spartaco poté contare su di un vero e proprio esercito di oltre 100.000 uomini armato regolarmente, a farne le spese in Puglia sul Gargano due legioni romane dei consoli Gellio e Lentulo. Gli uomini di Spartaco dopo la vittoria in Puglia si diressero verso la Pianura Padana, ad un passo dalle Alpi e quindi dalla libertà per grossa parte dei rivoltosi originari della Germania e dei balcani. Fu a questo punto che la storia volse il suo corso e una parte degli schiavi vittoriosi, in special modo i contadini meridionali, preferì restare in Italia e addirittura tentare il tutto contro tutto marciando contro Roma, Spartaco aveva in mente di marciare verso la Gallia dove era sicuro dell'appoggio delle popolazioni locali e di una posizione logistica più favorevole rispetto ad una base stanziale in Italia. Rispettò comunque la volontà della maggioranza dei suoi uomini, ottenendo come condizione di non attaccare subito Roma cercando al sud altri alleati. Fù così che Spartaco ed il suo esercito ritornò in Lucania per riorganizzare l'assalto a Roma, il potere imperiale alla fine del 72 a.C. mandò contro i ribelli otto legioni, un numero che fu sufficiente a Cesare per conquistare la Gallia. Spartaco inflisse comunque in Lucania una sonora sconfitta ai romani che comunque riuscirono a non far avanzare i ribelli fino alla Sicilia, cercando di confinarli nelle impervie montagne calabresi della Sila; |
| neppure un vallo di circa 55 chilometri che si estendeva dalla costa ionica a quella tirrenica riuscì a fermare la risalita di Spartaco e dei suoi uomini che in una notte di tempesta del 71 a.C. forzò il passaggio controllato dalle guarnigioni romane. A questo punto il senato romano, molto preoccupato per la situazione, richiamò dalla Spagna le legioni di Pompeo e dalla macedonia le schiere di Marco Licinio Lucullo. L'esercito di rivoltosi di Spartaco era accerchiato, in un estremo tentativo di fuga dall'Italia decise di dirigersi verso Brindisi ma una nuova scissione degli schiavi galli e germani indebolì definitivamente il suo esercito. I capi ribelli furono sconfitti da Crasso, e nei pressi del fiume Sele, in Lucania, vi fu la battaglia finale: 60.000 schiavi guidati da Spartaco vennero sconfitti, i romani persero solo 1.000 uomini e fecero 6.000 prigionieri che Crasso fece crocifiggere lungo la via Appia. Il corpo del valoroso condottiero non fu mai ritrovato, e la tradizione narra dei luoghi della sua ennesima fuga da Roma. |
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Last Updated on Friday, 06 August 2010 11:12 |