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Guaimario I, i Longobardi a Salerno |
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Thursday, 26 March 2009 18:53 |
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 | Nel 410 d.C. alla fine di agosto i Visigoti guidati da Alarico saccheggiarono Roma, si può definire l'inizio della fine dell'impero romano d'occidente che crollerà definitivamente nel 476 sotto i colpi degli uomini di Odoacre, mercenari germanici che avevano combattuto per l'integrità di quel che restava dell'impero d'occidente e che appena non pagati non esitarono a sferrare l'attacco finale a Roma.
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| Si può affermare che dal V fino al XIII secolo d.C. la penisola italiana venne attraversata e dominata da gruppi etnici del nord Europa provenienti dalla Germania nord orientale, dalla Normandia e dalla Svezia. Longobardi, Normanni e Svevi diedero vita ad un regno che si estendeva a tutta la parte continentale della penisola italiana. Iniziarono i Longobardi che riuscirono fino dall' VIII secolo a creare un regno indipendente; solo dopo la vittoria dei Franchi del futuro Imperatore Carlo Magno contro i Longobardi i territori italiani vennero assoggettati sotto la corona imperiale. Il dominio dei Longobardi sui territori della penisola italiana era organizzato attraverso numerosi ducati, dalle fonti storiche che ci sono arrivate fino ai giorni nostri come l'Historia Longobardorum di Paolo Diacono, si evince innanzitutto una eccessiva rissosità dei principi tedeschi coinvolti innanzitutto in lotte interne, a volte fraticide, per il controllo dei territori e del potere. |  |
Salerno nel IX secolo era dominata dal principe longobardo Waimar, Guaimario I, che dall'anno 880 aveva ereditato dal padre Guaiferio il ducato di Salerno; anche lui non si sottrae alla logica violenta della conservazione del potere partecipando alle lotte contro i Saraceni e contrastando tenacemente i ducati confinanti. Una vera e propria spina nel fianco del ducato di Salerno erano i Saraceni che dall'881 fino a tutto il secolo XII compiranno razzie e saccheggi in tutte le coste dell'Italia meridionale. Guaimario I combattè in tutti i modi contro i Saraceni, nell'877 fù al fianco dell'imperatore Carlo III, ultimo re della dinastia Carolingia, e qualche anno più tardi nell'886 si recò a Costantinopoli dall'imperatore Leone VI per ricevere aiuti di mezzi e uomini per combattere la minaccia saracena.
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Al principe Waimar, Guaimario I, non andarono a buon fine neanche le lotte con i ducati e gastaldati vicini; i Longobardi avevano previsto per ogni ducato un gastaldato, pari a circa 1/3 delle terre del ducato, la logica era quella di stabilire un contrappeso tra il potere reale e la grossa autonomia del duca. Fù proprio la rivalità contro Adelferio signore del gastaldato di Avellino a decretare il declino di Guaimario I; il duca di Salerno con la moglie Itta si fermarono ospiti dal vassallo Adelferio e lo stesso duca Guaimario I tentò, cercando di fare buon viso a cattivo gioco, di invitare Adelferio a partecipare al banchetto organizzato per la presenza del duca. Il vassallo rifiutò il particeps convivii e la sera dopo il pranzo assalì il duca accecandolo. Guaimario I in effetti sottovalutò innanzitutto una delle prime regole dell'ospitalità in voga in tutto il medioevo: il rifiuto della partecipazione al convivio era considerato un vero e proprio atto di guerra, l'ospitalità era considerata sacra sia per chi la doveva offrire sia per chi la riceveva, il diniego di queste semplici regole da una delle due parti in gioco corrispondeva ad un vero e proprio atto ostile. Guaimario I, riuscì a salvarsi grazie all'aiuto di Guido IV di Spoleto, fratello di sua moglie, che liberò i duchi e li ricondusse a Salerno; siamo all'incirca nell'890 e il duca di Salerno oramai infermo deve affidare la reggenza del ducato a suo figlio, Guaimario II. Fu così che nell'anno 901 Guaimario I, all'età di circa 50 anni dovette ritirarsi in monastero per terminarvi dopo qualche mese la sua esistenza terrena.
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Last Updated on Friday, 06 August 2010 10:56 |