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 | Dalle pagine di questo sito, sarete oramai abituati a leggere frammenti di storia, notizie di espressioni artistiche presenti e localizzate nel nostro territorio, visibili, tangibili, tutti i giorni sotto i nostri occhi. La storia ci ha abituati ad una sorta di cicli evolutivi o involutivi in cui le generazioni periodicamente, senza soluzione di continuità, cercano di espletare le forme di espressione e di vita che caratterizzano le epoche, le civiltà. |
| Come si può parlare di progresso se si spezza l'equilibrio tra gli elementi della natura, come si può parlare di evoluzione di civiltà se non si condividono neanche le informazioni, le notizie, i racconti, la storia? Una rivoluzione in questo XXI secolo è una nuova possibilità di disporre, senza troppi affanni, delle informazioni; il mondo della rete, del web, è la nuova straordinaria possibilità per acquisire, elaborare, confutare, discutere e condividere le informazioni. Senza troppi affanni, si diceva ... finché le grosse multinazionali non estenderanno la guerra che al momento stanno facendo nei riguardi dei diritti di autore alla fruizione stessa del mezzo tecnologico. Ma l'esasperata applicazione della museruola del diritto di autore comunque non ha nessun effetto sulla circolazione delle informazioni, dei fatti, degli umori di chi c'era, di chi c'è stato, di chi ha visto e sentito; un fatto attraverso la rete è un fatto e basta, tutte le fonti che concorrono alla sua esplicazione non fanno altro che accrescerne la veridicità, l'inconfutabilità. Non c'è nessuna museruola, nessuna censura, anzi vi è un nuovo modello di partecipazione, di ricerca, di studio; vi esortiamo ad un uso intelligente della rete e del mondo del web, solo su internet è oggi presente un modello di sviluppo possibile, compatibile, futuribile: la condivisione. Se ognuno nel suo ruolo, nel suo impegno quotidiano, nei suoi studi, nelle sue ricerche, nella sua vita sociale comincerà ad applicare la logica della condivisione ci sarà vera crescita, vera evoluzione. | |

| In questo XXI secolo il mezzo di comunicazione di massa che esce sconfitto, che finisce in secondo piano è il mezzo televisivo; la tv ha ormai nell'anno MMVII d.C. meno utenti della rete internet. Viviamo un momento storico in cui il modello di circolazione delle idee, delle informazioni stà cambiando; abbiamo voluto così presentare un viaggio interiore, nell'io più profondo, di colui che a giusta ragione viene definito il sommo poeta della lingua italiana Dante Alighieri. Lo abbiamo accomunato in queste pagine con un grande autore, regista e attore del presente, Ascanio Celestini. Sì, ci perdoneranno Dante ed Ascanio Celestini ma il nostro viaggio nei versi di Dante vogliamo fortemente che parta da una, a nostro modestissimo giudizio, schietta ed onesta analisi del presente che solo un "fabulatore" come Ascanio Celestini riesce a presentare. La sua incredibile capacità di attualizzare racconti, miti e favole riesce ad aprire la mente di chi lo ascolta, non esistono favole, non esistono miti più originali o più veri rispetto ad altri. Esistono solo favole e basta, quando le si racconta, magicamente, per le menti libere, diventano un modo nuovo per vivere il presente e una possibilità di un futuro migliore. Un futuro in cui vi sia sempre la possibilità di raccontare favole.
Il giullare ... c'era una volta un re e c'era una volta anche il suo giullare di corte; il giullare una vera storia raccontò, la corte si divertì, il re si arrabbiò; il re adirato a morte il giullare condannò.
Solo il popolo poteva salvare la vita del povero giullare che la verità aveva osato raccontare.
Se il giullare è onesto, il popolo gli salverà la vita? Sì, ... ... se anche il popolo è onesto!
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Merda di Ascanio Celestini - MMVII d.C.
Ci sono persone che vivono in case di merda, costruite in quartieri di merda, abitazioni che lasciano la mattina per fare lavori di merda, alle dipendenze di padroni di merda, per molti la vita stessa è una vita di merda. E tutta questa merda è in balia degli eventi, così io l'ho raccolta e ne ho fatto un prodotto tutelato. Oggi la merda ha un marchio e io sono il padrone; forse avrete fatto caso che già da tempo abbiamo incominciato a sostituire numerosi oggetti, concetti, realtà con realtà, concetti e oggetti di merda. Vi ricordate com'era la scuola qualche anno fa? Beh adesso è diventata una scuola di merda! Vi ricordate com'erano gli ospedali? Beh oggi sono ospedali di merda! Io sono un industriale di merda, io produco merda, io distribuisco merda, vendo merda al dettaglio e all'ingrosso. La merda da me prodotta è ovunque, tra pochissimo tempo sarà indispensabile come è ora il petrolio, e come il petrolio incomincerò a produrne sempre di meno, e ad applicare restrizioni e controlli in maniera da far salire il prezzo, 50, 60, 70, 80, 100 dollari per un barile di merda. Servirà sempre più merda per fare prodotti di merda da trasportare su strade di merda, con automobili, camion, aeroplani di merda, che producono un aria di merda. Finanzieri e politici di merda gestiranno banche e assicurazioni di merda,con le quali la gente perderà capitali e dignità. Il contribuente affogherà nei propri debiti, sarà con la merda fino al collo e tutto ciò accadrà nel sofisticato silenzio della confusione mediatica. Ci sarà un momento che qualcuno dovrà fermarci, ma non lo farà! Non lo faranno gli intellettuali che parlano un linguaggio di merda, né i giornalisti pagati da editori di merda per scrivere su giornali di merda. La merda sarà ovunque e sarà indispensabile per fare ogni cosa. Allora noi chiuderemo il rubinetto, sarà complicato, perché la merda a differenza del petrolio è inesauribile e prodotta da tutti. Ovviamente la chiesa sarà al nostro fianco, una schiera di sacerdoti, stregoni,dai maggiori monoteismi ai più piccoli animismi, e superstizioni di carattere etnico religioso saranno con noi. Parleranno ai poveri, li convinceranno ad indossare cinture di stiticità, mutande blindate che occludono l'ano, convinceranno i poveri a non cagare, come li hanno convinti a non farsi le pippe, diranno chi caga diventa cieco! Col tempo la razza si evolverà e continueranno a cagare soltanto i ricchi. Chi continuerà a detenere il potere della defecazione, diventerà la nuova aristocrazia, una classe che avrà nel proprio stesso corpo una zecca inesauribile. Produrrà capitale ogni mattina dopo il caffè e la sigaretta, saranno i nuovi nobili e come nel passato si distingueranno per una precisa peculiarità, naturale e organica,una volta era il sangue blù, da quel momento sarà la merda! I poveri invece non avranno accesso a questo prezioso capitale, i poveri nasceranno senza culo. Io ricordo una vecchia battuta diceva: "la vita è come la scaletta delle galline,corta corta e piena di merda"! E allora io vi annuncio, che anche io ho fondato un nuovo partito e quella scaletta sarà la nostra bandiera il nostro simbolo, quelle galline cagone saranno il mio staff elettorale,la futura classe dirigente! Gioite il futuro è una merda, e noi lo stiamo costruendo per voi!
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 | La Divina Commedia, Dante Alighieri Scritta e pensata nei primi anni del 1300 Dante originariamente la intitola Comedìa, l'aggettivo Divina fu aggiunto quasi 70 anni dopo da Boccaccio. Il poema è scritto in terzine incatenate di versi endecasillabi, senza dubbio è il primo esempio del genere, un vero e proprio punto di partenza per la diffusione e l'evoluzione della lingua italiana. Un insuperato capolavoro, tra le più grandi opere della letteratura mondiale, conosciuta e studiata in tutto il mondo. Il poema è diviso in tre cantiche, Inferno, Purgatorio, Paradiso; ogni cantica è composta da 33 canti ad esclusione dell'Inferno, che contiene all'inizio un canto che costituisce l'introduzione all'opera. Dante immagina i tre regni ultraterreni del cristianesimo come scenario di un vero e proprio viaggio (non esitiamo a definirlo anche viaggio nell'io profondo) che lo porterà a riscattare i suoi peccati. L'opera è insuperata per stile ed innovazione, mai un poema medievale dalla chiara ispirazione religiosa ha dato una rappresentazione così nitida, fedele e chiara della realtà. Leggi tutti i canti della Divina Commedia di Dante Alighieri
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