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L'arcivescovo Alfano I e il tempio di Serapide |
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 | Questa vicenda trae spunto da un documento di cui ancora non è stata stabilita completamente la veridicità: siamo nell'anno mille, in provincia di Avellino una cui parte ricadeva sotto la giurisdizione dell'arcivescovo di Salerno Alfano I, vera e propria eminenza grigia, medico della Scuola Medica Salernitana, scrittore, poeta e architetto, tra i maggiori intelletuali benedettini del medioevo. Nel 1063 ad Amato vescovo di Nusco giunge una lettera dell'arcivescovo salernitano che lo invitava a recarsi a Serpico, l'attuale Sorbo Serpico (AV), per convertire gli abitanti della cittadina dediti, aggiungiamo noi "ancora", al culto di Serapide. L'esistenza di questa lettera, unica nel suo genere tra la documentazione ritrovata nel mezzogiorno d'Italia relativa al periodo medievale, è confermata da Francesco de Ponte agiografo del vescovo Amato di Nusco (AV) nel suo testo del XVI secolo, testo letto dal parroco di S.Giovanni Evangelista di Nusco nel 1805 presso la biblioteca del Monastero dei Padri Predicatori di Lucera in Puglia. |
| Emerge senz'altro il fatto che nell'antica Serpico il culto di Serapide, divinità della mitologia greca ed egizia rappresentato come un dio della fertilità e della medicina, fosse ancora in auge dopo l'anno mille; nella nostra regione dobbiamo osservare la presenza di templi di una certa importanza adibiti al culto di Serapide, nell'antica Pozzuoli e a Pompei. Ma confrontando i periodi storici tra l'arrivo in Campania del culto della divinità, I secolo a.C. in piena età repubblicana, e la datazione del 1063 d.C. della lettera che indica la presenza del culto di Serapide a Serpico emerge la straordinarietà della notizia di un culto pagano in Italia meridionale nell'XI secolo d.C., molti secoli dopo la storica distruzione del tempio di Serapide ad Alessandria d'Egitto nel 385 d.C. che segnò la fine del paganesimo. |
| C'è anche da dire che il culto di Serapide nel borgo di Serpico non era il frutto dell'isolamento in cui potevano trovarsi gli abitanti del luogo, nel periodo a cavallo dell'anno 1000 l'antico borgo si trovava in una posizione strategica lungo una delle vie di comunicazioni molto importanti del periodo medievale. Altresì bisogna sottolineare che la Chiesa romana proprio dopo l'anno mille per accrescere l'influenza politico-religiosa stava organizzando le diocesi ed una capillare opera di evangelizzazione del territorio, è possibile dunque che culti per antiche divinità dopo l'anno mille avessero ancora seguaci e templi dediti ai rituali. |
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