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Il santuario di Hera Argiva - Paestum (SA) |
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 | A circa 10 Km da Paestum, sulla riva sinistra della foce del fiume Sele si trova l'area e i resti archeologici del santuario di Hera Argiva, l'Heraion. Dedicato al culto di Hera fu edificato agli inizi del VI secolo a.C. alla sinistra della foce del fiume Sele vicino al mare, oggi si trova a circa 1,5 Km all'interno grazie al deposito di sedimenti che nei secoli il fiume ha depositato. Le testimonianze storiche che descrivono l'area sacra sono di Strabone e di Plinio il Vecchio, Strabone ha descritto con precisione la collocazione geografica del Santuario: " ... dopo la foce del Sele, la Lucania e il santuario di Hera Argiva, fondazione di Giasone e vicino, a cinquanta stadi, Poseidonia ....". Plinio il Vecchio ha collocato il sito sul lato destro della foce del Sele, tale imprecisione non farà altro che aumentare le difficoltà che gli archeologi hanno incontrato per restituire al sito l'antico splendore. |
| Strabone attribuisce l'edificazione del tempio a Giasone figura della mitologia greca legata alla spedizione degli Argonauti, più verosimilmente nel VI secolo a.C. navigatori greci delle colonie di Sibari si spostarono nella zona dando vita alla colonia di Poseidonia ed edificando il santuario di Hera Argiva; l'area sacra venne posta ai confini della colonia della Magna Grecia e venne dedicata ad Hera divinità della navigazione e della fertilità. Il tempio nato come area sacra all'aperto delimitata da portici, assume agli inizi del V secolo a.C. la forma vera e propria del tempio con otto colonne all'ingresso e diciassette sui lati, nello stesso periodo vennero edificati due altari monumentali che introducevano al tempio. Alla fine del V secolo a.C. con l'arrivo dei Lucani il tempio rivestì una grossa importanza, sotto il punto di vista geografico costituiva il confine dei territori controllati dall'antico gruppo etnico e le attività e la presenza dei Lucani nell'area del sito è testimoniata dalla costruzione di nuovi edifici vicino al santuario. | |
| Con l'arrivo dei Romani nel III secolo a.C. l'area perse la sua importanza, i Romani si dedicarono all'occupazione dell'antica Poesidonia che divenne la colonia romana di Paestum. Il tempio di Hera non più utilizzato per il culto sopravvisse fino al III secolo d.C. fino a quando nella zona il fiume Sele cominciò a creare delle aree paludose che inghiottirono tutta l'area sacra. Dopo sedici secoli di oblio, nel 1934 ebbero inizio delle campagne di scavo che riportarono alla luce le basi degli antichi edifici di culto e migliaia di reperti tra cui una statua di Hera seduta sul trono con in mano il melograno e le Metope del tempio di Hera custodite nel Museo archeologico Nazionale di Paestum. Una grossa parte dei reperti, doni votivi, statuette in terracotta raffiguranti Hera, monete di epoca romana imperiale sono visibili nel Museo Narrante del santuario di Hera, ospitato in una antica masseria ristrutturata che venne edificata qualche secolo fa a ridosso dell'area sacra. |
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