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    Sabato 4 Febbraio presso la Piccola Libreria 80mq per raccontare l'autoritarismo giudiziario sugli internati dei manicomi criminali, tramite la testimonianza di Adolfo Ferraro, direttore sanitario dell'Opg di Aversa e autore del libro "Materiali dispersi". Nel libro, Ferraro, racconta come il tempo nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Aversa rappresenta un altrove difficilmente identificabile. In questo altrove – del tempo e non dello spazio – agisce una schiera di esseri umani con vari ruoli Gerarchicamente distribuiti che si aggira, aspetta, si ricorda, ride e qualche volta piange, spesso si lamenta, a volte si arrabbia e poi ricomincia da capo.
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    Martedì 8 febbraio alle ore 18,00 partirà presso la Feltrinelli Libri e Musica di Napoli (via Santa Caterina a Chiaia, angolo Piazza dei Martiri) il percorso de Le stagioni dei Presìdi, una serie di incontri tra sensi ed emozioni ideati da Slow Food Campania e la Feltrinelli Libri e Musica di Napoli per gustare la conoscenza del ritmo incessante della natura e l’arcaica sapienza di chi con esso sapeva – e ancora oggi sa – costruire il proprio calendario personale e sociale.

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    Segnaliamo gli interessanti appuntamenti culturali che coniugano la musica e le sale espositive del Museo del Mare di Napoli, venerdì 3 febbraio 2012 alle ore 18 prenderanno il via gli appuntamenti musicali del Venerdì in collaborazione con gli artisti della Bottega Musicale Santa Maria de Jesu, l’Istituto Grenoble e il Conservatorio di Musica San Pietro a Majella. Verrà presentata l'iniziativa Musica per un film muto che si articolerà seguendo il programma prestabilito:
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    Nell’ambito della sezione “Attori, artisti, poeti al MANN” della XVII edizione degli “Incontri di Archeologia”, giovedì 26 gennaio alle ore 17, al Museo Archeologico di Napoli, si inaugura la mostra fotografica “LITERNUM” del fotografo napoletano Aniello Barone, organizzata dal Servizio Educativo della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei di intesa con la Provincia di Napoli, territorialmente competente per l’area del Foro dell’antica città romana, e curata da Antonello Scotti.
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    Il workshop, a numero chiuso max 15 partecipanti, è dedicato a fotografi amatoriali interessati alla fotografia di natura, con l’obiettivo di fornire nozioni sulle tecniche di composizione e di ripresa, per realizzare un racconto fotografico.  Il workshop è organizzato in sessioni teoriche e pratiche e sarà tenuto dal fotografo e biologo della conservazione Gabriele de Filippo. Durante la sessione teorica, prendendo spunto dalle riprese mostrate dal docente, si descriverà come realizzare un racconto fotografico, riepilogando le tecniche di composizione e le problematiche di ripresa.
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Cultura Il santuario di Hera Argiva - Paestum (SA)
Il santuario di Hera Argiva - Paestum (SA) PDF Print E-mail
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ImageA circa 10 Km da Paestum, sulla riva sinistra della foce del fiume Sele si trova l'area e i resti archeologici del santuario di Hera Argiva, l'Heraion. Dedicato al culto di Hera fu edificato agli inizi del VI secolo a.C. alla sinistra della foce del fiume Sele vicino al mare, oggi si trova a circa 1,5 Km all'interno grazie al deposito di sedimenti che nei secoli il fiume ha depositato.
Le testimonianze storiche che descrivono l'area sacra sono di Strabone e di Plinio il Vecchio, Strabone ha descritto con precisione la collocazione geografica del Santuario: " ... dopo la foce del Sele, la Lucania e il santuario di Hera Argiva, fondazione di Giasone e vicino, a cinquanta stadi, Poseidonia ....". Plinio il Vecchio ha collocato il sito sul lato destro della foce del Sele, tale imprecisione non farà altro che aumentare le difficoltà che gli archeologi hanno incontrato per restituire al sito l'antico splendore. 
Strabone attribuisce l'edificazione del tempio a Giasone figura della mitologia greca legata alla spedizione degli Argonauti, più verosimilmente nel VI secolo a.C. navigatori greci delle colonie di Sibari si spostarono nella zona dando vita alla colonia di Poseidonia ed edificando il santuario di Hera Argiva; l'area sacra venne posta ai confini della colonia della Magna Grecia e venne dedicata ad Hera divinità della navigazione e della fertilità. Il tempio nato come area sacra all'aperto delimitata da portici, assume agli inizi del V secolo a.C. la forma vera e propria del tempio con otto colonne all'ingresso e diciassette sui lati, nello stesso periodo vennero edificati due altari monumentali che introducevano al tempio. Alla fine del V secolo a.C. con l'arrivo dei Lucani il tempio rivestì una grossa importanza, sotto il punto di vista geografico costituiva il confine dei territori controllati dall'antico gruppo etnico e le attività e la presenza dei Lucani nell'area del sito è testimoniata dalla costruzione di nuovi edifici vicino al santuario. Image 
Image Con l'arrivo dei Romani nel III secolo a.C. l'area perse la sua importanza, i Romani si dedicarono all'occupazione dell'antica Poesidonia che divenne la colonia romana di Paestum. Il tempio di Hera non più utilizzato per il culto sopravvisse fino al III secolo d.C. fino a quando nella zona il fiume Sele cominciò a creare delle aree paludose che inghiottirono tutta l'area sacra. Dopo sedici secoli di oblio, nel 1934 ebbero inizio delle campagne di scavo che riportarono alla luce le basi degli antichi edifici di culto e migliaia di reperti tra cui una statua di Hera seduta sul trono con in mano il melograno e le Metope del tempio di Hera custodite nel Museo archeologico Nazionale di Paestum. Una grossa parte dei reperti, doni votivi, statuette in terracotta raffiguranti Hera, monete di epoca romana imperiale sono visibili nel Museo Narrante del santuario di Hera, ospitato in una antica masseria ristrutturata che venne edificata qualche secolo fa a ridosso dell'area sacra. 

Visita la galleria fotografica dell'area sacra de santuario di Hera Argiva - Paestum (SA) nella sezione Photo Gallery.

Guarda il video podcast dell'area sacra nella sezione PodCast Video.

 



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