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Itinerari Turistici Campania Irpinia - l'antica Aeclanum, Mirabella Eclano (AV) |
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 | L'antica Aeclanum sorgeva a due chilometri circa dall'attuale abitato di Mirabella Eclano in provincia di Avellino, più esattamente in località Grotte; di origine sannitica il piccolo centro vanta innumerevoli tracce di civilità a partire dal periodo neolitico fino a giungere al IV secolo a.C. dove era molto forte la presenza e l'egemonia culturale dei Sanniti. Della antica città sannitica non sono rimaste tracce evidenti se non nei pochi reperti fra cui alcune iscrizioni in lingua osca risalenti al II secolo a.C.; tutto questo attesta con certezza l'esistenza di uno stabile insediamento locale precedente alla dominazione romana. |
| Si hanno notizie storiche dell'antica Aeclanum già nel I secolo a.C. quando Silla distrusse la città per essersi schierata con gli italici contro i romani durante la guerra sociale dell'89 a.C. Dopo questi eventi la cittadina divenne municipio romano, iscritto alla tribù Cornelia, e fu quasi completamente ricostruita con l'appoggio economico di Roma; vennero infatti riedificati la gran parte degli edifici civili e pubblici e fu rinforzata la cinta muraria della città. Ancora oggi sono visibili alcuni piccoli tratti di questa opera difensiva che cingeva l'antica Aeclanum in un perimetro dalla forma a triangolo che si apriva sulla via Appia. L'imperatore Adriano nel II secolo d.C. attribuì al piccolo centro dell'Irpinia lo status di colonia attribuendovi il nome di Colonia Aelia Augusta Aeclanum; successivamente nello stesso periodo storico furono edificate le terme di cui ancora oggi rimangono le tracce imponenti degli edifici: il calidario, il tepidario ed alcuni ambienti di servizio adiacenti che appartengono al II secolo d.C. Dagli antichi stabilimenti termali sono state ritrovate alcune statue: un busto con clamide (il caratteristico mantello romano), la Niobide (personaggio della mitologia greca figlia di Niobe e di Anfione re di Tebe) e la testa di Arpocrate (nome che greci e romani attribuivano alla divinità egizia Horus). Sono ancora visibili i resti di alcune abitazioni a peristilio di patrizi romani, riccamente arredate con i caratteristici pavimenti a mosaico policromo. |
 | Con l'avvento e la diffusione della cristianità che a partire dal IV secolo d.C. cominciò a sostituire le strutture organizzative dell'impero romano Aeclanum divenne sede vescovile; fu proprio in questo periodo, in età tardo-antica, che la città subì una ennesima distruzione. Questa volta nel 662 venne completamente distrutta dall'Imperatore d'Oriente Costante II giunto in Italia per combattere i Longobardi presenti nella parte a nord della Campania. Di questo periodo sono venuti ala luce il mercato (l'antico macellum) ed i resti di una antica basilica cristiana del V secolo d.C.
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